Copertina di 1511 La «crudel zobia grassa»
Categoria: Storia
Editore: Edizioni Biblioteca dell'Immagine
Pagine: 197
Anno: 1996
Note: Collana "Frammenti di storia"

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Recensione

Il giovedì grasso del 1511 i contadini, inquadrati nelle milizie paesane al comando di Antonio Savorgnan, entrarono a Udine. Uniti ai popolani e agli abitanti del contado, quasi rispettando un segnale convenuto, diedero in massa l'assalto ai palazzi e alle torri dove la nobiltà feudataria si era rinserrata con seguaci e armigeri. Seguirono fasi concitate, scontri sanguinosi e, infine, in una scenografia spettrale e sinistra, tra i bagliori delle fiamme, i lamenti delle vittime, le urla aggressive e derisorie dei rivoltosi, iniziarono i massacri con una lunga sequela di brutali linciaggi e di episodi feroci e truculenti. Nei giorni seguenti le mascherate grottesche, i momenti di follia ludica, con le schermaglie verbali, le parate, le farse e gli sbeffeggiamenti, sembravano rappresentare il proseguimento della rivolta, l'epilogo rituale e simbolico delle violenze, facendo quasi temere che per davvero «'1 fusse riversato il mondo». Dalla città la rivolta si propagò nelle campagne friulane. Migliaia di contadini in pochi giorni misero a ferro e a fuoco decine di castelli, di rocche e di palazzi, soprattutto in quei comprensori dove più fitto era l'intrico delle giurisdizioni feudali e più estesi i possessi signorili. Con felice ispirazione narrativa e sulla base di un'imponente documentazione archivistica, il libro racconta la più vasta rivolta contadina dell'Italia rinascimentale, le faide e le vendette che sconvolsero il Friuli, terra di ribellismo quasi endemico, tra guerra guerreggiata, invasioni turche e lotte tra signori e sudditi.